martedì 2 dicembre 2014

Voglio tornare bambina

Voglio spogliarmi
dai ricordi antichi
che affollano la mente:
nuda dal mio presente
nuda dai miei pensieri.
Donzella tra i prati
verde di primavera
quando il sole chiaro
bacia l'alito della terra.
Raccogliere sottile margherite,
ad una ad una sfogliarle
tra le dita.
Correre fra le giostre
sui cavalli bianchi:
cariche di allegria
spalancano sulla bocca
un sorriso vivo.
L'allegria dei bimbi:
un calcio a un pallone,
inseguire un aquilone.
Solo per un dì
ritornare bambina.

Perduta Giovinezza

Il volto mio stanco
e tremulo di pianto
ormai appariva.
La mia vita
un cielo senza stelle,
un luna senza più sorriso
Ricordi,
ricordi che fanno
male al cuore
mi portano al mio ieri.
Il tempo vola in fretta
così anche
la mia giovinezza.
Partono come un battito
d'ali di gabbiano
illusioni e speranze,
tra cieli e mari.
Una strada
asfaltata di rimpianti
un sorriso sfiorito dietro
la mia grazia.
I miei capelli bianchi,
il tempo oramai perduto
che non ritorna più.
Il volto mio segnato ormai è di tristezza,
che è la mia padrona
non mi ribello più.
Perduta primavera
ricorderò i fiori tuoi più belli,
i colori argentei della luna quando
si specchiava dentro il mare
è gli innamorati si scioglievano come il miele.
Ricordi che si allineano al confine.



Distese Speranze.


Distese di terra spiegata sotto i nostri sguardi,
la gente vive scanzonata.
Il sole raggiante sereno sopra i tetti
La luna si specchia dentro il mare.
Il cielo ascolta le nostre preghiere.
Quanta bellezza ci passa sotto gli occhi.
Una grazia che ci invidia tutto il mondo.
Traboccano stille di speranza
Ora offuscati, ora limpidi,
quasi sperdute in questo oceano di vita.
Scenario impetuoso ormai da troppo tempo
Un muro impervio fascia d'assedio il nostro proferire.
Affermato e nello stesso tempo flebile.
Una fascia di violenza ci sommerge ogni giorno.
Ci strangola manipolando nel suo abbraccio
tra il potere e l'ambizione egocentrica del sistema.
Ci spinge nella miseria con vigore affermando il suo spessore.
Risucchiano le nostre aspirazioni, la nostra dignità.
I cari colletti bianchi pavoneggiano nei grandi salotti della Roma bene.
Sfavillano al polso gli orologi Rolex
tra fandonie e illusioni che regalano al cittadino
arrivano alla pensione d’oro.
Chiacchiere, illusioni al vento
che si perdono nei lunghi corridoi della Camera e Senato.
I signori Senatori scrivono, applicano le leggi
che arginano come un fiume di fronte al mare.
Acquisiscono potere e sovranità.
Uno statuto solo per il popolo che paga di continuo
e' un illusione la nostra libertà.
Un governo imbarcato in un oceano di promesse.
Ciarlatani che svendono la nazione
Sono stanca di avere al potere tanti burattini è burattinai
che tirano i fili a destra e a manca
tanti signori bene incravattati che allungano le mani,
leggono i giornali.
I signori della Roma bene predicano bene ma razzolano male.
promettono mari e monti come marinai.
Una promessa di libertà che mai si avvererà.


25/11/2014.